Da sole24ore, i 4 quesiti referendari definitivi (se non c’è qualche altra sorpresa da qui a 10 giorni):
1) GESTIONE DELL’ACQUA A SOGGETTI PRIVATI Il quesito punta all’abrogazione della cosiddetta riforma Fitto che archivia il sistema “in house” nella gestione dei servizi pubblici locali. Interessati il servizio idrico, ma anche rifiuti, bus, metropolitane. Si tratta dell’articolo 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, che modifica l’articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112
2) COMPOSIZIONE DELLA TARIFFA IDRICA Il secondo quesito riguarda invece la modalità di composizione della tariffa idrica. Si chiede ai cittadini di esprimersi sull’abrogazione del comma 1 dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale», limitatamente alla seguente parte: «Dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito»
3) PRODUZIONE DI ENERGIA NUCLEARE «Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?». Questa la nuova formulazione del referendum resa nota dalla Cassazione. Scongiurato il rischio di maxi-scheda. Il titolo del quesito sarà: «Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare»
4) LEGITTIMO IMPEDIMENTO Il quarto quesito verte sul tema della giustizia: nel mirino il legittimo impedimento. Si propone l’abrogazione dell’art. 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, e dell’art. 2 della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante «Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza», quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 13-25 gennaio 2011 della Corte costituzionale
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La corte di Cassazione ha dato la possibilità ai cittadini di esprimere il loro parere anche sul nucleare. E CONTRO IL NUCLEARE DOBBIAMO VOTARE SI’!
Ma il quesito è cambiato. In che che cosa? Poiché la vecchia normativa è stata vanificata con le nuove disposizioni, siamo chiamati a decidere se abrogare la norma nuova che riserva ai ministri la decisione a proposito della politica energetica del Paese (entro maggio 2012) e dà la possibilità al presidente del consiglio di avviarla semplicemente tramite un decreto.
Sempre dal sole24ore: Si parla del comma 8 dell’articolo 5 del decreto omnibus, articolo che è stato inserito nel Dl in sede di conversione. La norma, infatti, riserva al Governo, su proposta dei ministri dello Sviluppo e dell’Ambiente, l’adozione entro maggio 2012 della strategia energetica nazionale, che dovrà, tra l’altro, indicare la diversificazione delle fonti e la strada per migliorare la competitività e per sviluppare le infrastrutture. Il programma strategico dovrà inoltre tener conto di quanto deciso a livello comunitario e internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, nonché, più in generale, sugli obiettivi in materia di clima. [...] La Cassazione ha accolto le istanze degli avvocati dei referendari – in particolare, quelle perorate da Alessandro Pace, a cui si è affidato il leader Idv Antonio Di Pietro – e ha ritenuto ragionevole lo spostamento della consultazione dalle vecchie norme, ormai cancellate, a quelle nuove. L’attenzione va soprattutto al comma 8, che potrebbe – come sostenuto dai referendari – solo posporre di un anno l’argomento centrali atomiche, affidandone, tra l’altro, la decisione a un semplice decreto del presidente del consiglio e non a una vera e propria legge.