Nel nostro paese si ha ancora voglia di ridere?

In un’atmosfera dove il concetto di persona e ancor più di comunità, è  qualcosa di vago ed estraneo, rivendichiamo il diritto di indignarci di fronte alla barzelletta sulle suore del signor Sacconi, che evidentemente non è consapevole del ruolo che ricopre. Forse pensava di essere in mezzo a quattro amici, con il rappresentante sindacale Bonanni a mo’ di angelo custode, a scherzare, come esperto conoscitore del welfare, di quella parola che è il Lavoro, per alcuni fonte di sopravvivenza, per altri semplice pedina da spostare qui è là come nel gioco degli scacchi.

La mancanza di lavoro per gli italiani di qualsiasi età, è uno dei problemi più gravi del nostro Paese, per il disagio e le difficoltà economiche che vivono i disoccupati in questo momento, ma anche per le gravissime conseguenze che ci saranno in futuro, sia nell’ottica di una difficile riqualificazione professionale, sia per percorsi di vita che a fatica porteranno a situazioni di crescita personale, sia per l’inquietante buco  che i periodi di disoccupazione provocano nella vita delle persone e in particolare delle donne. Questo governo, partito con l’abolizione della legge contro le dimissioni in bianco, che tutelava le donne in maternità, è ora giunto, nell’ultima manovra finanziaria, a decidere di alzare l’età pensionabile delle donne e a dedicar loro addirittura un vademecum antistupro.

Del resto il pensiero del signor Sacconi è chiaro: se veniamo violentate è colpa nostra che non sappiamo dire di no! Ma crediamo sia inutile -  come si dice – voler cavare qualcosa da una rapa e tanto meno un pensiero un po’ più complesso sulle donne e la loro dignità.

Chi non sa che cosa voglia dire alzarsi ogni mattino per dare la propria forza e la propria intelligenza per una comunità, per se stessi e la propria famiglia, ma al contrario proietta su altri la propria superficialità, abusando di strumenti che dovrebbero essere al servizio di tutti e non di pochi, crediamo non meriti di essere preso in considerazione come interlocutore.

Chi non ha rispetto per la vita comune, per le fatiche di tanti, non merita di occupare i luoghi che dovrebbero essere del Servizio per eccellenza; forse i paesi d’Europa, che tanta importanza hanno dato alle donne, hanno sbagliato. Certo Sacconi, in quei paesi non farebbe molta strada.

PERTANTO

COME DONNE E COME LAVORATRICI, CHIEDIAMO LE SUE DIMISSIONI

L’Albero di Antonia circolo arci

Varese, 9.9.11

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